Scrivere una storia: la struttura del testo

27-02-2015_Emilio Alessandro Manzotti_romanzo Freccia_scrivere una storia la struttura del testo

La settimana scorsa, nella seconda conversazione sulla scrittura vi ho spiegato come costruire il Soggetto che seguiremo nella stesura della storia. Ora che abbiamo il Soggetto possiamo intraprendere la fase più affascinante e coinvolgente, la scrittura vera e propria. Ma come strutturare il testo? Abbiamo diverse possibilità tra cui scegliere.
Se vi ricordate, nel post “Come scegliere l’idea dalla quale nasce una storia?” ho citato John Garnder che ne “Il mestiere dello scrittore” dichiara: «In quasi tutta la buona narrativa, la struttura base – pressoché inevitabile – della trama è: un personaggio principale vuole qualcosa, persegue il suo obbiettivo malgrado le opposizioni (compresi forse i suoi stessi dubbi) e così giunge ad una vittoria, ad una sconfitta o al niente di fatto».
Abbiamo un Protagonista che vuole qualcosa, ma la realizzazione del suo desiderio è ostacolata dall’Antagonista. Attorno ad essi ruotano altri Personaggi e si susseguono una serie di Eventi che porteranno all’Epilogo. Ora possiamo decidere di raccontare questa storia in due modi: secondo un nesso logico e temporale ordinando gli eventi nel susseguirsi di causa ed effetto (fabula) oppure creando un intreccio che passi da un evento all’altro in modo non cronologico, ma muovendosi su più piani narrativi e utilizzando le tecniche del flashback, della proiezione e dell’anticipazione. Se scegliamo di usare la fabula, il narratore, la voce narrante, non potrà essere onnisciente, cioè non conoscerà la storia fino al suo Epilogo, ma la scoprirà via via che si svolgerà assieme ai lettori. In questo caso, quindi, oltre alla voce narrante in terza persona potremo usare anche una più diretta prima persona, e scrivere la storia sia al passato remoto, sia al presente. Se invece optiamo per l’intreccio, la voce narrante deve essere a conoscenza della vicenda completa (altrimenti non sarebbero plausibili i “salti” temporali e i collegamenti degli eventi non cronologici). Deve essere un narratore onnisciente. E in questo caso sarà quasi d’obbligo (a meno che voi non siate degli equilibristi della narrazione) usare la terza persona e il passato remoto.
Facciamo un esempio utilizzando ancora la storia di Romeo e Giulietta su cui abbiamo già lavorato nei post precedenti. Abbiamo due Protagonisti – Romeo e Giulietta – che vogliono vivere liberamente la loro storia d’amore, ma la realizzazione del loro desiderio è ostacolata dagli antagonisti, cioè le loro famiglie rivali. Attorno ad essi ruotano altri personaggi e si susseguono una serie di eventi che porteranno all’Epilogo.
Evento 1: Giulietta Capuleti viene chiesta in sposa dal conte Paride che decide di corteggiarla durante un ballo in maschera.
Evento 2: Romeo Montecchi va assieme a Mercuzio e Benvolio sotto mentite spoglie al ballo dei Capuleti.
Evento 3: Romeo incontra Giulietta e se ne innamora ricambiato, i due si dichiarano e decidono di sposarsi in segreto.
Evento 4: Frate Lorenzo li sposa.
Evento 5: Tebaldo Capuleti sfida Romeo a duello
E così via fino alla morte dei due innamorati.
Se decidiamo di raccontare la storia col metodo della fabula, il narratore esporrà i fatti mettendo in successione cronologica gli eventi così come li ho elencato nell’esempio da 1 a 5 (e poi proseguirà per il resto della storia), se invece optiamo per la tecnica dell’intreccio potremmo prendere il via dall’evento 5 – Tebaldo Capuleti sfida Romeo a duello – e mentre combattono, grazie ad alcuni flashback, raccontare gli eventi 1, 2, 3 e 4 anche non in quest’ordine.
Per facilitarci il lavoro, l’importante è che utilizzando il Soggetto suddividiamo la storia in un certo numero di eventi (che possiamo anche indicare con un una numerazione cronologica come ho fatto nell’esempio qui sopra).
Sta a noi poi trovare la maniera più coinvolgente per combinarli. Infatti conoscere le tecniche di scrittura è importante ma altrettanto lo è la magia che sappiamo infondere nelle nostre storie e la capacità di catturare i lettori fino all’ultima riga.
Ora avete un altro strumento per iniziare a scrivere la vostra storia. Buon lavoro!

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