Gli occhiali magici per la realtà virtuale

16-02-2015_Emilio Alessandro Manzotti_romanzo Freccia_occhiali magici

Forse avrete sentito parlare dei goggles, i famosi occhiali high tech che permettono di vedere un’altra realtà. Se ne parla nell’articolo “I filosofi degli occhiali” di Mattia Ferraresi pubblicato il 2 febbraio su Il foglio. Questi apparecchi permettono di giocare ai videogame, guardare film e creare ologrammi proprio come se fossimo dentro allo schermo, coronando il sogno degli anni ottanta e novanta di una realtà aumentata vista tramite un paio di lenti. Se all’epoca di Matrix ci avessero detto che la realtà simulata in cui viveva Neo presto sarebbe diventata realtà, avremmo risposto con una risata. Invece persino Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha acquistato e sta sviluppando Oculus Rift, un visore 3D per “entrare” nella realtà virtuale.
Nell’articolo ci si chiede perché l’innovatore dei social si sia lanciato in qualcosa di totalmente “asocial” come un paio di occhiali che isolano dal resto del mondo, e anche a quali conseguenze potrebbe portare questa invenzione.
Non trovo così curioso che Zuckerberg stia investendo in un dispositivo che potremmo definire a-sociale, anche perché nella nostra realtà quotidiana convivono situazioni che sono agli antipodi: prede e predatori, creatività e competizione, comportamenti sociali e asociali in un equilibrio di sistema a volte misterioso e inspiegabile.
Al di là delle applicazioni scientifiche e di utilità comune per le quali potrebbero essere utilizzati questi occhiali magici, trovo che potrebbe essere affascinante, dal punto di vista creativo, fare esperienze di realtà virtuale: immagino una corrente di artisti di ultima generazione capaci di “esplorare” nuove dimensioni e poi riversare le sensazioni sperimentate nelle opere, letterarie, musicali o figurative. Mi interrogo anche su quali possibilità questi dispositivi potrebbero offrire a nuovi progetti editoriali di interazione tra lettore e opera: immagino che sarebbe bellissimo un giorno entrare “fisicamente” nell’Universo Immaginario di Freccia, trovarsi faccia a faccia con i protagonisti e vivere con loro la storia immedesimandosi nel personaggio preferito! E per questo proseguo a dare vita alla graphic novel, in attesa di cogliere le opportunità del progresso tecnologico.

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